….le Fragole Buone Buone … PDF Stampa E-mail
qualche numero
Scritto da dario meo   

cantava Luca Carboni oltre 20 anni fa … Un inno alle fragole, la ricordate?
Da allora è diminuita la produzione a beneficio della qualità e della varietà.
In Italia nel 2010 risultano 3.500 ettari a fragola in coltura specializzata, vale a dire il 7% in meno rispetto al 2009, calo dovuto essenzialmente ai prezzi che non hanno portato soddisfazioni ai produttori. Nel 2010 si registra un calo della coltura in tutte le regioni d’Italia, fatta eccezione per la Sicilia, dove le superfici rimangono sostanzialmente stabili. Nel Nord Italia un vero crollo: Emilia Romagna  –18% ,Veneto –5%, Piemonte -4%. Nel Sud Italia: Campania, Calabria e Basilicata
-10%. La produzione italiana, tuttavia, presenta caratteristiche estremamente interessanti e competitive sul fronte della qualità e della diversificazione varietale.
Da analisi effettuate sulle varietà impiantate per la campagna 2010 emerge uno sforzo di diversificazione varietale e di selezione di varietà con ottime caratteristiche organolettiche.
In Piemonte, Eva, seguita da Roxana in Veneto; in Emilia Romagna, Alba, in Campania, Camarosa e  in Basilicata, Candonga. Questa differenziazione varietale, che consente una presenza sul mercato orientata alla soddisfazione del gusto del consumatore, è il punto di forza della fragolicoltura italiana e forse potrebbe  ispirare qualche cantautore italiano a scrivere su Eva o Alba.
Eva Buona Buona … Alba Buona Buona ….

Ultimo aggiornamento Venerdì 04 Febbraio 2011 14:56
 
Patata ... bollente PDF Stampa E-mail
qualche numero
Scritto da Dario Meo   

Un alimento che non è solo "cibo", ma cibo che è diventato storia. Considerata in passato il cibo dei poveri, oggi la patata è diventata una vera star, cullata e coccolata, e, soprattutto, una regina delle tavole.

I principali paesi produttori sono: Russia, Polonia, Cina, Germania, USA, India e Olanda.

Le patate sono la produzione orticola più importante in Italia, sia per superficie coltivata che per quantità prodotte, dopo il pomodoro.

In Italia sono 105.640 le aziende agricole che coltivano patate, su una superficie coltivata che è di circa 69.000 ettari, per una produzione media di 1,7 miliardi di kg, di cui 1,2 miliardi di patate comuni e 4 miliardi di Kg di patate novelle.

Oltre il 45% dell'intera produzione nazionale proviene da tre sole Regioni: Campania (oltre 12 mila ha), che fa registrare anche la maggiore produzione di patate (3,5 miliardi di Kg tra comuni e novelle), a breve distanza Sicilia (2,2 miliardi di Kg) e Emilia Romagna (1,7 miliardi di Kg di patate comuni).

Regina delle tavole per le mille ricette che si possono realizzare, attenzione però che non diventi una patata bollente!!!

Ultimo aggiornamento Venerdì 04 Febbraio 2011 14:56
 
Il pecorino italiano più venduto nel mondo ? PDF Stampa E-mail
qualche numero
Scritto da Dario Meo   

Del formaggio italiano a base di latte ovino, circa il 70 % della produzione è destinata all’esportazione. Il principale mercato di sbocco è rappresentato dagli Stati Uniti, è infatti pari al 91% del totale della produzione i quantitativi che vengono inviati negli states, il resto si concentra prevalentemente in Francia (2,5%), Germania (2%) e Svizzera (1,5%). Si tratta di un primato confortato da anni di successo, ricordiamo che fin dall’inizio del novecento in America si importava pecorino romano. Il successo di questo formaggio italiano dop fu merito dei flussi migratori dei nostri connazionali negli USA, tanto che il canale di distribuzione prevalente è rimasto per lungo tempo legato alla vendita tradizionale gestita da operatori di origine italiana. La produzione di pecorino romano negli ultimi anni si è attestata fra le 34mile e 36mila tonnellate. Importante anche il fatturato al consumo, lo scorso anno è stato intorno ai 280 milioni di euro.

Ultimo aggiornamento Venerdì 04 Febbraio 2011 14:57
 
Sicilia prima in Italia: giro d'affari più che raddoppiato PDF Stampa E-mail
qualche numero
Scritto da Dario Meo   

I prodotti a marchio reggono ancora il fatturato. E in Sicilia in particolare. Infatti non conoscono crisi Dop e Igp. Se nel 2008 si è registrata una flessione della produzione certificata, il loro giro d'affari è notevolmente aumentato. In questo ambito, come detto, la Sicilia, è la prima regione d'Italia a registrare il maggior incremento percentuale di fatturato nel 2008 rispetto all'anno precedente: +158,9%. Il dato emerge dall'analisi Ismea "Andamento del mercato dei prodotti a marchio Dop e Igp".
In particolare, la diminuzione delle produzioni certificate (-6,5%) è dovuta, secondo l'Ismea, «al calo registrato nel comparto ortofrutticolo (-20%)». Col segno più, invece, le produzioni di formaggi, prodotti a base di carne e oli d'oliva. Analizzando la crescita dei fatturati, emerge un dato stimato alla produzione del 3,6%, pari a un valore di 5,2 miliardi di euro, mentre il dato al consumo ha registrato un incremento del 5,9%, raggiungendo un giro d'affari di 7,8 miliardi. Anche in questo caso, a spingere gli incrementi sono stati i formaggi e i prodotti a base di carne.

Ultimo aggiornamento Venerdì 04 Febbraio 2011 14:58
 
Lombardia raddoppia vendita diretta PDF Stampa E-mail
qualche numero
Scritto da Dario Meo   

In Lombardia sono 6500, l'11% del totale, le aziende agricole attrezzate per vendere direttamente e senza intermediari i propri prodotti. Si tratta di un fenomeno in continua crescita, nel 2005 erano 3400.
A praticare la vendita diretta sono le aziende agricole medio-piccole, con una superficie inferiore ai 20 ettari (61%) e con una conduzione quasi esclusivamente familiare.

Il 44% delle aziende vende senza intermediari a supermercati e negozi locali, il 43% partecipa a sagre e feste di paese, il 14% ai mercati contadini, mentre il commercio online è per ora praticato nell'8% dei casi. Il 54% delle aziende, poi, è in grado di etichettare e vendere prodotti con un proprio marchio o logo. Il 39% delle aziende che fa vendita diretta commercializza latte, burro e formaggi, il 37% vino e prodotti florovivaistici.Il 24% vende ortaggi, il 22% miele e altri prodotti dell'apicoltura, il 20% frutta, il 19% carne e il 15% salumi.

Una situazione ideale per un'agricoltura come quella lombarda che sa affiancare a produzioni tipiche fornite su larga scala da un'industria agroalimentare moderna ed efficiente, anche centinaia di piccole realtà, che hanno in questo modo un'opportunità per ricavarsi il proprio spazio offrendo prodotti legati alla stagionalità e al territorio d'origine.

Dati forniti dalla direzione Agricoltura della Regione Lombardia

Ultimo aggiornamento Venerdì 04 Febbraio 2011 15:00
 


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