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Scritto da Lidia Merola
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La Cantina dell'Arte - Via Risorgimento 53, Piano di Montoro Inferiore (AV)
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Ultimo aggiornamento Lunedì 21 Febbraio 2011 10:22 |
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News
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Scritto da Filomena D'Avino
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Cenni sulla tecnologia di produzione
La birra è una bevanda idroalcolica ottenuta per fermentazione dei malti di cereali tostati, le cui fasi di preparazione, sommariamente, si distinguono in: macinazione del malto; preparazione del mosto; cottura del mosto e fermentazione. Sul mercato sono presenti tante tipologie di birre: chiare, ambrate, scure: ma se la preparazione è sempre la stessa, cos’è allora che varia?Se, come appena detto, la tecnica è quasi sempre la stessa, ci sono altre variabili che influenzano il prodotto finale. Una giusta combinazione tra tostatura, lieviti, luppolatura permette di ottenere diverse tipologie di birre con aromi e colori caratteristici.
Fermenti birrai
Da qualche anno a questa parte, ci sono stati molti fermenti nell’ambiente birraio. Oltre ai grandi marchi storici che producono birra, stanno conquistando un meritato spazio anche piccole realtà, i microbirrifici, che fanno della qualità delle materie prime e delle piccole produzioni il loro cavallo di battaglia.Ma in cosa si differiscono le birre artigianali da quelle industriali? Prima di tutto ed ovviamente nei numeri: le produzioni artigianali si assestano su migliaia di bottiglie, mentre le industriali hanno un giro di produzione di milioni di pezzi.Il processo industriale prevede che, dopo la fermentazione in acciaio, la birra venga pastorizzata prima dell’imbottigliamento: questa è una fase essenziale per la conservazione; il prodotto imbottigliato potrebbe essere soggetto a rifermentazioni in bottiglia indesiderate che comprometterebbe la standardizzazione del prodotto che deve essere sempre uguale a se stesso. Il processo artigianale, invece, prevede tra le sue fasi una rifermentazione in bottiglia: chiunque abbia bevuto una bottiglia di tale produzione avrà notato che sul fondo della bottiglia si forma un deposito, quelli sono i lieviti che hanno attuato una seconda fermentazione in bottiglia conferendo alla birra nuovi aromi e nuovi sapori.
A presto.. con nuove curiosità!
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Ultimo aggiornamento Martedì 15 Febbraio 2011 14:02 |
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Scritto da Lidia Merola
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SAPORI, FESTA E RITI V° EDIZIONE 5, 6 marzo 2011 Ariano Irpino (AV)
Solo dopo aver studiato, approfondito e rispettato la tradizione, si ha diritto di metterla da parte, sempre però con la consapevolezza che le siamo debitori, per lo meno, d’avere contribuito a chiarirci le idee. Naturalmente, se si esita ancorati al passato, la vita che continua diventa vita che si ferma ma, se ci serviamo della tradizione come d’un trampolino, è ovvio che salteremo assai più in alto. [Eduardo De Filippo]
Anche quest’anno vi invito a partecipare alla più bella festa popolar-culinaria della nostra regione, che vede protagonista “r” lu puorc e 17 Comunità del Cibo sfidarsi “a suon di pentoloni” nella preparazione del tradizionale soffritto di maiale. Mi sono quasi autonominata madrina ufficiale di questo evento al quale ho partecipato fin dal suo nascere e che ho visto crescere. C’è tradizione, territorio, riti, cucina, storia, natura, allegria e, soprattutto, tanta partecipazione. E’ una manifestazione da vivere legata agli antichi riti della civiltà contadina.
Quest’anno ad ospitare “La Disfida del Soffritto” è il comune di Ariano Irpino (vincitore dell’edizione dello scorso anno), noto, tra l’altro, per la produzione di bellissime ceramiche artistiche, per i suoi sei musei (tra cui proprio quello della ceramica) e per la produzione di olio extravergine d'oliva DOP varietà “Ravece”. La manifestazione, inoltre, si propone anche come occasione per scoprire il territorio della Valle dell’Ufita e dei Monti Dauni attraverso escursioni guidate in aziende di allevamento di suini locali e macellerie convenzionate per conoscere la lavorazione delle carni. Una festa, quindi, che vi darà la possibilità di assaporare 17 tipi differenti di soffritto, tutte le specialità che originano dal maiale, come prosciutti, salami, coppa, capicolli, salsicce, strutto, sanguinaccio, e tanti altri saporiti piatti della tradizione irpina, il tutto in un clima che armonizza i principi fondanti del manifesto di Slow Food - buono, pulito e giusto – perché non dimentichiamo che l’iniziativa nasce e prosegue grazie all’impegno della Condotta Slow Food Irpinia Collina dell’Ufita e Taurasi (quest’anno in collaborazione con la Condotta Slow Food Foggia e Monti Dauni).
Programma di sabato 5 marzo Ore 17.30 Museo della Ceramica “Centro Storico di Ariano Irpino” Incontro dibattito: “La cultura del maiale e l’alimentazione contadina”, partecipano:
saluti Raffaele Coppola Assessore all’Agricoltura della Provincia di Avellino
Antonio Mainiero Sindaco del Comune di Ariano Irpino
interventi Salvatore Salvatore giornalista e studioso delle tradizioni agricole della Valle dell’Ufita Guido Pensato Giornalista e storico dell’enogastronomia Franco Arminio Paesologo Federico Ceschin Esperto in marketing e sviluppo dei territori Michele Poligneri Responsabile comitato scientifico Slow Food Puglia Nicola Sorbo Responsabile Comunità del cibo di Terra Madre Slow Food Campania Donato Matassino Presidente Consdabi
chiude Slow Food Italia
modera Monica De Benedetto
Ore 21.00 Cena “ I Sapori del maiale nero casertano” presso la Trattoria Di Pietro Melito Irpino. Trattoria chiocciola Slow Food e locale del buon formaggio. E’ obbligatoria la prenotazione Tel. 0825.472010 – 333.9656781 € 25 soci Slow Food - € 30 non soci.
Programma di domenica 6 marzo
Ore 9.00 registrazione dei partecipanti e allestimento delle postazioni della DISFIDA
Ore 10.00 LA PRIMA MANGIATA colazione contadina offerta dalle Comunità partecipanti alla Disfida.
Ore 11.30 presentazione delle Comunità partecipanti alla DISFIDA - gara vicino “a lu callar”
Ore 13.00 4° DISFIDA DEL SOFFRITTO DI MAIALE Giuria popolare - Giuria tecnica durante la giornata saranno allestiti stand gastronomici delle comunità partecipanti alla Disfida, Enoteca dei vini d’Irpinia e dei monti Dauni. Oltre a… balli, canti, suoni con l’organetto, racconti di scene popolari e gioco con le carte napoletane - briscola, tre sette e scopa.
Ore 11.00 e 16.00 escursione guidata sul territorio della città dell’olio e del suo nucleo storico. Museo della ceramica, Cattedrale, Museo della Civiltà normanna. E’ obbligatoria la prenotazione Tel. 347.8948172.
Comunità Partecipanti alla Disfida: Ariano Irpino, Ascoli Satriano, Paternopoli, Candela, Grottaminarda, Orsara di Puglia, Flumeri, Faeto, Taurasi, Pietra Montecorvino, Teora, Roseto Val Fortore, Montecalvo Irpino, Celenza Val Fortore, Carife.
Comunità ospiti: Condotta Slow Food Pistoia, Condotta Slow Food Tammaro Fortore. Giuria Tecnica: Michele Bruno Presidente Slow Food Puglia Luciano Pignataro Giornalista Enogastronomico Erasmo Timoteo Responsabile delle Comunità del Cibo di Terra Madre Slow Food Campania Lidia Merola Direttore di Tipeatalia Luigi Tecce Contadino Laura Gambacorta Giornalista Enogastronomico Guido Pensato Giornalista Enogastronomico Filomena Palatucci Giornalista Enogastronomica Karen Phillips Giornalista Enogastronomica
Info: www.condottaufitataurasi.it, 380.9019050
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 09 Febbraio 2011 14:10 |
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Scritto da Luca Sacchettino
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Chef di grido rappresenteranno la regione nel padiglione dedicato a ospiti e vip.
NAPOLI - A casa Sanremo si leccheranno i baffi. Musica per i palati, sinfonie di gusto targate Campania. già: nei giorni del festival della canzone italiana l'area adibita all'accoglienza di artisti e vip - curata dal Gruppo Eventi col supporto di 30Nodi - si arricchirà delle prelibatezze dell'enogastronomia regionale (dal 15 al 19 febbraio). Lo scopo è promuovere il territorio campano, tra arte e gusto. Una vetrina di prodotti tipici, pellicole e libri. Casa Sanremo sarà allestita all’hotel Londra, a pochi metri dal teatro Ariston, dove vip e giornalisti saranno accolti ogni giorno anche dalle note di Radio Italia e il supporto mediatico di 30Nodi, WcdLive e Capri Event. Oltre alla Campania, le altre regioni presenti con stand (e chef) sono Basilicata, Calabria, Liguria, Piemonte e Sicilia. Accoglienza ed ospitalità saranno coordinati da Ludovico D’Urso dell’Ipssar Cavalcanti di Napoli, che ha coinvolto gli studenti dell’Aaberghiero avvalendosi in sala della collaborazione di Patrizia Trotta di «In Tavola».
Il 15 febbraio sarà la volta della Campania, con il coordinamento food & beverage del “ristor-attore” Fofò Ferriere. «Per la nostra regione abbiamo creato con Luisa Del Sorbo una squadra dai sapori mediterranei – spiega Ferriere – Ci saranno i cuochi stellati Iacobucci, Pisaniello e Vitale, e con gli chef quali Maria Mone di Caserta, Salvatore Accetto e Mimmo De Gregorio per la penisola sorrentina, Ivan Iovane di Poggiomarino, Francesco Parrella di Napoli e Pasquale Torrente di Cetara
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 09 Febbraio 2011 14:12 |
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Scritto da Tipeatalia
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Parte dalla Campania una nuova proposta dei corsi organizzati da Slow Food
Partirà a febbraio, in via sperimentale in Campania e con la collaborazione dell’Associazione Verace Pizza Napoletana, il nuovo Master of Food dedicato alla pizza. In due serate un pizzaiolo e un esperto racconteranno, attraverso l’esperienza dei sensi e del saper fare, uno dei simboli della cultura gastronomica italiana.
Inserito nella nuova sezione del progetto Master of Food denominata “A lezione di Buono Pulito e Giusto”, il corso si pone l'obiettivo di divulgare la storia, la cultura e gli elementi che caratterizzano una pizza di qualità. Esamineremo pasta e condimenti, entrando nel merito degli ingredienti principali per comprendere cosa rende una pizza più buona di un’altra; sperimenteremo approcci e modalità per condurre una degustazione che meglio ci guidi nel riconoscere e valutare le qualità organolettiche del prodotto.
Sei le pizza proposte in assaggio nel corso degli incontri: Mastunicola, Marinara, Margherita, Calzone, Napoletana verace e, in ultimo, una pizza stagionale e locale.
Senza alcuna pretesa di formare nuovi pizzaioli, il corso si propone di far riscoprire il piacere di una buona pizza. Con l’occhio attento a forma, colori e dimensione; il palato sensibile alla consistenza di disco e cornicione: morbidezza, elasticità e flessuosità, naso e bocca impegnati a gustare aromi, profumi e sapori. Inizieremo così il nostro viaggio nel mondo delle pizze. Impareremo a distinguere i diversi tipi di impasto, tecniche di preparazione e lievitazione, ma anche a capire la differenza fra ingredienti di qualità, del territorio, di stagione e quelli omologati o di seconda scelta. Fra storie, aneddoti, pratiche e assaggi, passeremo una serata conviviale a ragionar di pizza.
Dove? Come tradizione vuole, i primi corsi si svolgeranno a Napoli, nelle pizzerie La Notizia di Enzo Coccia il 6 e 14 febbraio, Da Attilio il 7 e 21 febbraio e Umberto il 14 e 21 marzo. Successivamente saranno attivati corsi anche a Caiazzo, in provincia di Caserta, da Pepe. Il Master è riservato ai soci Slow Food e la quota di partecipazione è di 70 euro a persona.
Cibo del popolo e delle classi più umili, la pizza nasce a Napoli nella prima metà del '700, ovvero quando si afferma l’uso del pomodoro in cucina e, in alcuni acquerelli, compare il colore rosso disegnato su un disco di pasta. Inutile dire che la sua storia si intreccia da subito con quella della città "più plebea dell'Europa dell'800", come sostiene Antonio Mattozzi, autore del libro Una storia napoletana (Slow Food Editore). I pizzaiuoli, pur se per lungo tempo collocati al gradino più basso della scala sociale, rappresentano, però, sin da allora, una classe ristretta e specializzata di lavoratori.
Per tutte le info la pagina su facebook

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Ultimo aggiornamento Giovedì 10 Febbraio 2011 14:14 |
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Scritto da Marcella Pascotto
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Sapevate che il “gattò di patate” nacque alla corte del Regno di Napoli nel 1768 o che la lasagna è un tipo di pasta che risale al mondo greco e di cui Francesco di Borbone era talmente ghiotto da essere soprannominato “Lasagnone”? Queste e molte altre storie e curiosità sono racchiuse in questo libro. Già, perché questo non è il solito libro di cucina, alle ricette e agli ingredienti si mescolano anche la storia, la tradizione e il patrimonio culturale napoletano. Edmondo Capecelatro ci racconta la storia di Napoli attraverso la sua cucina, le sue ricette e il modo in cui sono nate, perché anche il passato e le origini sono ingredienti indispensabili per l’ottima riuscita dei piatti!
Questo è un libro prezioso, ci riporta nella Napoli antica greca o borbonica, e leggendolo ho avuto l’impressione di percorrere le sue strade o di entrare nelle sue case, ricche dei nostri sapori e profumi più antichi e prelibati, di vedere gli scugnizzi felici con i maccheroni o i grandi banchetti reali. Il mio consiglio per questo Natale? Quando vi troverete dinanzi agli struffoli, abbiatene rispetto, perché questo dolce tipicamente napoletano è uno dei più antichi al mondo. La sua data di nascita, infatti, risale al periodo greco, con il nome “struggols”.
Autore: Edmondo Capecelatro Editore: Ponte alle Grazie Pagine: 158 Prezzo: 14 €
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 09 Febbraio 2011 14:13 |
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